Paraguay, la regione colpita dalla siccità cerca soluzioni di resilienza ©Giada Connestari

Acqua rubata, viaggio intorno al “water grabbing”. Un prezioso reportage sullo sfruttamento dell’oro blu nel mondo

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La copertina del libro "Water grabbing" di Emanuele Bompan e Mariarosa Iannelli (Emi)
“Water grabbing” di Emanuele Bompan e Mariarosa Iannelli (Emi)

Due atomi d’idrogeno, uno di ossigeno, una sola parola: acqua, un composto molto semplice eppure indispensabile per l’uomo. Senza mangiare si può anche sopravvivere per un certo periodo ma non senza bere acqua. E’ talmente importante che diventa sempre più oggetto d’interesse e anche di conflitto. “Water Grabbing”, un libro inchiesta scritto da Emanuele Bompan e Mariarosa Iannelli (Emi, 240 pagine, 19.50 euro), racconta proprio il mondo che si nasconde dietro l’uso dell’acqua. Un mondo che non sempre è limpido e trasparente.

Emanuele Bompan è un giornalista e geografo, collabora con testate come “La Stampa”, “BioEcoGeo” e “Materia rinnovabile”, ha vinto quattro volte il premio European Journalism Center e nel 2015 è stato nominato Giornalista per la Terra. Mariarosa Iannelli, invece, è ricercatrice presso la London School of Economics, si occupa di cooperazione internazionale e water management, presiede il Water Grabbing Observatory.

Con questo volume a quattro mani si propongono di “scoperchiare il vaso di Pandora” legato alla gestione della risorsa idrica. Uno dei primi problemi che affrontano nel libro sta nella carenza o addirittura nella totale mancanza di questo prezioso bene che colpisce in modo particolare i Paesi più poveri, ma che negli ultimi anni ha interessato anche il continente europeo. Si passa poi all’analisi del modo in cui “l’oro blu”, viene utilizzato per produrre energia e come ciò possa anche produrre degli effetti negativi sulle popolazioni dei luoghi interessati. Lucida è la testimonianza, riportata da Bompan, di uno dei tanti poveri del Sudafrica che racconta di non bere più acqua nella sua terra, la municipalità di Emalahleni, perché ritenuta potenzialmente dannosa per la salute, preferendo dissetarsi con i succhi di frutta. «Per produrre energia ci rubano l’acqua e la vita», dice. Parole che aiutano a capire come la disponibilità d’acqua sia un diritto umano inviolabile, sancito dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite l’1 ottobre 2010, ma troppo spesso ignorato.

Molti altri risvolti sono presenti nel libro, che si presenta come un’opera innovativa e coraggiosa a tutti gli effetti. Il linguaggio non è semplicissimo ma invita il lettore a scoprire, con il taglio dell’approfondimento, realtà inaspettate cercando d’indirizzare gli studi perché si combattano gli sprechi e si preservi questo straordinario tesoro verso le future generazioni. E il racconto diventa ancora più intenso grazie alle straordinarie immagini di fotografi come Fausto Podavini, Thomas Cristofoletti, Gianluca Cecere, Giada Conestari e lo stesso Emanuele Bompan da diversi paesi del mondo in cui intorno all’acqua ruotano i destini d’intere comunità.


“Water grabbing”

di Emanuele Bompan e Mariarosa Iannelli
Editrice missionaria italiana, 2018, 240 pagine, 19,50 euro
Per acquistarlo: Emi

L'autore

Aurora Campopiano
Aurora Campopiano
Ciao a tutti, mi chiamo Aurora e studio filologia moderna all'università di Cassino. Mi piace leggere, scrivere e scoprire sempre cose nuove.

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