Acquaponica, una pratica antica per l’agricoltura del futuro

“Siamo ciò che mangiamo”. E’ quanto diceva il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach nell’Ottocento. Nella società contemporanea, dove il cibo è sempre più alterato, si sente l’esigenza di mangiare sano. Per questo un gruppo di giovani di Baia Latina, piccolo paese dell’alto Casertano, si è avvicinato alla natura sperimentando una nuova tecnologia di coltivazione. “È stato un caso – racconta Enza, una delle socie di “Hydra Eco Garden” – All’inizio volevamo realizzare un impianto idroponico. E mentre, facevamo ricerche intorno a questa tecnica su internet siamo stati colpiti da un tutorial sull’acquaponica. L’abbiamo visto e siamo rimasti affascinati. Abbiamo esordito con un “fai da te”. Eravamo molto scettici ma vedendo i risultati positivi abbiamo deciso di mettere in pratica questa idea».

Enza, che cos’è l’acquaponica?
È una pratica che coniuga l’acquacoltura, ovvero l’allevamento di specie acquatiche quali i pesci e i crostacei, con la coltivazione idroponica, cioè la coltura di vegetali senza l’utilizzo della terra. In sostanza le piante si coltivano in assenza di terreno. Si può usare come substrato argilla espansa, lapillo vulcanico o ghiaia, col solo impiego di acqua. Nel caso dell’acquaponica, i nutrienti fondamentali per la crescita delle piante derivano dall’allevamento del pesce di cui queste sostanze costituiscono i principali prodotti di scarto.

Come funziona un impianto?
È un sistema a ricircolo. L’acqua viene prelevata dalla vasca nella quale si allevano i pesci e fatta passare attraverso due filtri. Il primo è un filtro meccanico dove sono presenti dei materiali che “intrappolano” i residui solidi, come deiezioni e scarti di mangime non consumati. Operazione molto importante al fine di mantenere la buona qualità dell’acqua ed evitare l’abbassamento dell’ossigeno disciolto. E il secondo è uno biologico nel quale avviene il processo di nitrificazione, quello cioè che converte l’ammoniaca in nitriti e nitrati poi assimilati dalle piante. L’acqua viene quindi immessa nei letti di coltura all’interno dei quali sono presenti i vegetali coltivati che assorbono le sostanze nutrienti. Una volta depurata viene reintrodotta nella vasca di allevamento.

L’acquaponica è una tecnica moderna o già esisteva nell’antichità?
No, non è una tecnica di coltivazione nuova. I primi a sperimentarla furono gli Aztechi. Ma è solo a partire dagli anni ‘70 che si è iniziato a parlarne in maniera concreta ed è tornata alla ribalta.

E i vantaggi quali sono?
Innanzitutto vi è un risparmio idrico, poiché la tecnica utilizza circa il 90% di acqua in meno rispetto a quella utilizzata nell’agricoltura tradizionale. Non usiamo né concimi né fertilizzanti chimici. Tantomeno pesticidi e fitofarmaci. Infatti, per combattere i parassiti impieghiamo tecniche e prodotti naturali come la menta o il “quadrato giallo”. Un altro vantaggio è l’enorme risparmio economico.

In Italia ci sono altre strutture?
Sì, a Torino, Ancona, Roma. Anche in Africa la Fao per ovviare al problema dell’aridità del suolo ha realizzato impianti simili per soddisfare il fabbisogno della popolazione.

Quali sono gli obiettivi della vostra attività?
Quello di promuovere l’acquaponica come scienza innovativa in campo agricolo ed ittico. Produrre, quindi un’agricoltura biologica senza l’uso di prodotti nocivi con un ridottissimo impatto ambientale. Ci auguriamo che sempre più persone possano avvicinarsi allo studio di questa nuova tecnica realizzando gli impianti necessari a salvaguardare l’ambiente e a migliorare la qualità della vita.

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L'autore

Giusy Civitillo
Giusy Civitillo
Sono nata nel 1996 a Piedimonte Matese ma vivo da sempre a Baia Latina, un paesino dell’Alto casertano. Nel 2015 ho conseguito il diploma scientifico presso il Liceo ‘Galileo Galilei’ di Piedimonte Matese. Sono iscritta al Dipartimento di Lettere (Storico-artistico) dell’università di Cassino e del Lazio Meridionale. Sono appassionata di linguaggi visivi, vorrei conseguire la magistrale in Storia dell’Arte e lavorare in questo campo.

Giusy Civitillo

Sono nata nel 1996 a Piedimonte Matese ma vivo da sempre a Baia Latina, un paesino dell’Alto casertano. Nel 2015 ho conseguito il diploma scientifico presso il Liceo ‘Galileo Galilei’ di Piedimonte Matese. Sono iscritta al Dipartimento di Lettere (Storico-artistico) dell’università di Cassino e del Lazio Meridionale. Sono appassionata di linguaggi visivi, vorrei conseguire la magistrale in Storia dell’Arte e lavorare in questo campo.

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