Il Camusac raccoglie a Cassino un'importante collezione d'arte contemporanea

Camusac, un gioiello da scoprire

Sergio Longo, presidente del Camusac
Sergio Longo, presidente del Camusac

Quando si arriva davanti al Camusac, acronimo del museo di arte contemporanea di Cassino, ci si chiede se davvero si tratti di una struttura espositiva. Dopo un po’, però, anche osservando le opere collocate all’esterno, la perplessità svanisce e quello che sembrava solo un enorme capannone industriale si apre in tutta la sua bellezza. «Tutto è nato dalla passione della mia famiglia per l’arte. Io e mia moglie abbiamo sempre collezionato quadri e sculture, tanto che già negli anni ’90 in casa e in giardino non c’era più spazio – racconta Sergio Longo, presidente della fondazione che ha promosso il Camusac – Collaboravamo con lo storico dell’arte Bruno Corà, oggi direttore artistico del museo, e insieme discutevamo dei gusti e delle tendenze artistiche contemporanee. Quando poi non fu più possibile tenere le opere in casa allora decisi di trasferire tutto qui».

Ma questo luogo non fu concepito come un contenitore di opere d’arte, vero?
Esatto. Io sono il titolare della Longo spa, un’azienda che si occupa di siderurgia e materiali edili e questo era uno dei capannoni in cui tenevo i materiali. Lo liberai, trasferendo quello che conteneva all’interno della zona industriale e lo sistemai per accogliere le opere.

Quando è diventato un museo a tutti gli effetti?
A tutti gli effetti nel 2013 lo è diventato ma era visitabile già prima di quella data, avevamo ospitato convegni e stipulato convenzioni con importanti enti, uno su tutti l’Università di Cassino con l’allora rettore Oronzo Pecere.

Sono esposte opere importanti?
Certamente, negli anni abbiamo condotto delle ricerche accurate sugli artisti contemporanei e oggi posso dire con orgoglio che questa è una collezione di ottimo valore. Ci sono nomi di rilievo, giusto per citarne qualcuno: Jannis Kounellis, Sol Lewitt, Bizhan Bassiri, Nicola Carrino, Michelangelo Pistoletto, Giovanni Anselmo, Giulio Paolini, Achille Pace, Lindo Fiore.

E le visite come vanno? C’è molto pubblico a fruire di questo patrimonio?
Sì e no. Mi spiego meglio: vengono tanti stranieri a visitarlo gli abitanti di Cassino invece si presentano più raramente, spesso ne ignorano l’esistenza. Pensandoci bene quelli che vengono di più sono gli oriundi, ovvero le persone che hanno a Cassino le loro origini e che, nonostante la residenza all’estero, s’informano su ciò che succede nella propria terra e sono entusiasti di iniziative come questa.

Quali obiettivi immagina per il futuro?
Innanzitutto quello di continuare a crescere. Purtroppo la percentuale di persone che s’intende di arte contemporanea è bassissima, ma la Fondazione Camusac continuerà ad organizzare periodicamente mostre ed eventi e tutto questo, ci tengo a precisarlo, è completamente gratuito. Puntiamo a nuove acquisizioni e soprattutto mi auguro che il Camusac diventi sempre di più uno spunto di riflessione e un motivo di crescita per il territorio. Un posto dove pensare e ripensare se stessi.

Il video del nuovo allestimento, agosto 2018

Visita il sito del Camusac

L'autore

Piero Cicchini
Piero Cicchini

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