A Giunture la confluenza fra il Liri e il Garigliano (foto di Edoardo Urbani)

Giunture, un paradiso da salvare

 

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Nel comune frusinate di Sant’Apollinare e per la precisione a Giunture, una frazione nel cuore della cosiddetta Valle dei Santi, esiste una piccola ma grande eccellenza paesaggistica e naturalistica: la confluenza tra il Liri e il Gari, due corsi d’acqua chiave per il Lazio meridionale. Il fiume, in seguito a questa unione, prenderà il nome di Garigliano e sfocerà nel Golfo di Gaeta segnando una specie di confine “invisibile” fra le province di Frosinone e Caserta, il cui primo centro di un certo rilievo è Rocca d’Evandro. Attraversando questo luogo silenzioso, lontano dal tran tran della vita quotidiana, possiamo ascoltare il cinguettio degli uccelli che riecheggia nella valle o addirittura osservare alberi di pioppi e noci. Inoltre è presente un sentiero di breccia e terra che è importante per esplorare questo luogo. Un capolavoro della natura, uno spettacolo per gli occhi e anche per gli altri sensi che però, durante gli ultimi mesi, è stato deturpato e sfregiato della sua bellezza. Le cause sono i gravi incendi e la presenza di rifiuti nel percorso naturalistico e sulle sponde del corso d’acqua, perdendo quella che è la sua valenza originale.

Emergenze senza fine
La scorsa estate, in particolare tra luglio e agosto, nella zona si sono verificate due emergenze molto serie: l’inquinamento che ha danneggiato la zona intorno al Gari e i focolai. Per quanto concerne il primo problema, durante un nostro sopralluogo effettuato alla fine di settembre, abbiamo notato alcuni segnali preoccupanti, in primis le condizioni dell’acqua fiumana. Se nel Liri le acque sono limpide e il fiume scorre con tranquillità, nel Gari invece si notano tracce di sapone e di residui inquinanti. Inoltre sia ai margini del corso d’acqua, sia sul sentiero, sono presenti rifiuti come bottiglie di plastica e di vetro, fazzoletti e mozziconi di sigarette. Importante anche la questione degli incendi. Questa zona, infatti, è stata soggetta a numerosi roghi, divampati nel periodo estivo. Alcuni abitanti, esasperati e preoccupati per il problema, ci hanno testimoniato come a più riprese durante alcuni piromani abbiano dato alle fiamme ettari di boschi. E la “ferita” ha rischiato di compromettere anche il raccolto agricolo.

Il futuro dell’oasi
Ora non resta che capire quale sarà il futuro di questa “oasi” situata al confine fra due diverse amministrazioni regionali. C’è un’ipotesi al vaglio che potrebbe piacere agli abitanti santapollinaresi, ma non alle autorità locali: trasformare la zona in un parco protetto gestito dalle autorità competenti, con lo scopo di porre fine a questo disastro ambientale. E chissà se un giorno potremo vedere questo scorcio di paradiso rinnovato al fine di assistere al meraviglioso spettacolo creato da Madre Natura: l’unione tra due fiumi in una cornice paesaggistica e di biodiversità che meriterebbe ben altro trattamento.

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Edoardo Urbani
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Mi piace mettermi in gioco e intraprendere nuove avventure con entusiasmo, perché nella vita non si smette mai di imparare...

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