Ideal standard, anche la pagina Facebook si rigenera

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«Dalla crisi Ideal Standard nasce questa pagina, riconvertita anch’essa in Saxa Grestone, da oggi in poi pubblicheremo solo cose belle, se ce lo permetteranno ci faremo anche un po’ di pubblicità. Nuova avventura per tutti noi operai, oggi abbiamo conosciuto il Presidente Borgomeo che tra abbracci strette di mano e applausi ci ha illustrato il nuovo piano industriale… Forza ragazzi c’è un lavoro da fare, portare la Saxa Grestone di Roccasecca a fare l’eccellenza di questi nuovi prodotti».

Il messaggio compare da ieri pomeriggio sulla pagina Facebook che ha accompagnato per lunghe settimane la crisi dell’Ideal Standard, la fabbrica di Roccasecca destinata alla chiusura prima del salvataggio, da molti definito miracoloso, ad opera della Saxa Gres: l’impresa di Anagni che riconvertirà l’impianto dalla produzione di sanitari a quella di sampietrini realizzati con materiali di scarto. Ieri nella sede della fabbrica, difronte ai 300 dipendenti che rischiavano di restare a casa, protagonisti di una lunga vertenza a tutela del posto di lavoro, è avvenuto l’incontro con Francesco Borgomeo: il presidente della società impegnata nel settore del gres porcellanato per l’edilizia pubblica e privata, degli arredi urbani e delle pavimentazioni stradali ricavate con procedure sperimentali, che si basano appunto su un impasto contenente materiali destinati altrimenti alla discarica.

E così insieme alla fabbrica si riconverte anche la pagina social dell’intera comunità che ha sostenuto una battaglia difficilissima, segnata da mobilitazioni, momenti di profondo scoramento, scetticismo, fili sottilissimi di speranza. Fino all’annuncio, il 12 febbraio (qui l’articolo della nostra Ylenia Nardone), da parte del ministro Calenda che l’accordo con la Saxa Gres era fatto e che l’impianto avrebbe avuto una seconda vita, nel segno dell’innovazione ambientale. Ora la pagina s’intitola “Saxa Grestone – Roccasecca”, con il logo della nuova azienda in evidenza.

Ci colpisce fra i post di questa nuova fase la “riflessione di una madre di famiglia”, Ennia Adamo, dove si racconta come questa dura esperienza individuale e collettiva abbia rappresentato un motivo per fortificarsi, forse anche per conoscersi meglio. “Noi faremo di tutto per ricompensare con il nostro lavoro chi ha creduto e visto in noi una possibilità di sviluppo – si legge – e al tempo stesso daremo dimostrazione che entrare in rapporto con noi, popolo dell’antica Terra di Lavoro, è conveniente per chi subentra e rappresenta invece una perdita per chi ha deciso di andare via. Accogliamo così tra noi la nuova Proprietà, onorati di essere stai messi nelle condizioni di dimostrare quanto noi e questo territorio possiamo dare ad un progetto che guarda al futuro!”. A conferma del desiderio di vivere il domani che adesso si respira da quelle parti.

L'autore

Marco Fratoddi
Marco Fratoddi
Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. E' responsabile per le attività sui media digitali dell'Associazione per l'agricoltura biodinamica, collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. E' responsabile per le attività sui media digitali dell'Associazione per l'agricoltura biodinamica, collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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