Il Wwf lancia la propria campagna contro le plastiche in mare

Mediterraneo plastic-free, l’Europa si muove

Donatella Bianchi, presidente del Wwf
Donatella Bianchi, presidente del Wwf

Dieci milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno negli Oceani e il Mediterraneo, sul quale si affaccia l’Europa, secondo produttore mondiale di questo materiale, sta diventando una vera e propria “zuppa” di shopper, imballaggi, tappi, reti per la pesca e altri oggetti realizzati in polimeri sintetici. L’allarme arriva dal Wwf Italia: secondo uno studio pubblicato di recente dall’autorevole rivista “Marine Pollution Bullettin” oltre l’80% delle tartarughe Caretta Caretta ha ingerito microplastiche. Dunque non solo pesca accidentale, inquinamento, cementificazione delle coste. La plastica – e in particolare i frammenti al di sotto del millimetro – rappresenta un importante fattore di assedio per la biosfera marina. Basti pensare, sempre secondo il dossier “Mediterraneo in trappola” dell’associazione ambientalista, che il “Mare Nostrum” rappresenta solo l’1% delle acque mondiali ma al suo interno si concentra il 7% delle plastiche totali: «Abbiamo invaso il Pianeta Blu con gli scarti dei nostri ‘stili di vita’ rendendo la vita di cetacei, tartarughe marine e altri animali sempre più difficile – spiega Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia – Il minimo che possiamo fare è non  solo cambiare le nostre abitudini, ma anche prenderci cura e restituire la libertà agli animali intrappolati, impigliati negli ami o nelle reti, soffocati e malati per colpa della nostra insostenibilità».

A rincarare la dose è Legambiente che pubblica uno studio in collaborazione con l’Università di Siena, “Plastic Busters”: «I dati dimostrano che il rischio connesso ai rifiuti plastici nell’ambiente marino non deriva solo dalla loro presenza ma soprattutto dal fatto che diventano catalizzatori di sostanze tossiche che finiscono nell’ecosistema marino, con il rischio di entrare nella catena alimentare» spiega Giorgio Zampetti, direttore generale dell’associazione. Evidenziando, dunque, che le conseguenze si estendano fino alla specie umana.

Leggi il rapporto Mediterraneo in trappola del Wwf

Un’infografica del rapporto “Mediterraneo in trappola” del Wwf

Qualcosa però sembra muoversi in merito alla salvaguardia degli habitat marini. Solo qualche giorno fa, infatti, il neo-nominato Ministro dell’ambiente, Sergio Costa, ha annunciato che entro ottobre il dicastero da lui diretto sarà completamente plastic free. In tempi brevi si procederà nella stessa direzione anche per gli altri ministeri, Camera e Senato. L’iniziativa del ministro Costa si pone nel solco di analoghe azioni intraprese dall’Unione europea che ha varato, alla fine di maggio, una proposta di direttiva che mette al bando dal 2025 piatti, bicchieri e stoviglie in plastica monouso ma anche cotton fioc, cannucce, bastoncini per mescolare le bevande e supporti dei palloncini gonfiabili. Una vera e propria “guerra” alla contaminazione da polimeri che si spera l’Europarlamento e i governi ratifichino entro le prossime elezioni europee del maggio 2019: «Se non modifichiamo il modo in cui produciamo e utilizziamo le materie plastiche, nel 2050 nei nostri oceani ci sarà più plastica che pesci – sono le parole di Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione europea – Dobbiamo impedire che la plastica continui a raggiungere le nostre acque, il nostro cibo e anche il nostro organismo. L’unica soluzione a lungo termine è ridurre i rifiuti di plastica riciclando e riutilizzando di più. Si tratta di una sfida che i cittadini, le imprese e le amministrazioni pubbliche devono affrontare insieme».

Sulle spiagge del Belpaese nel frattempo c’è chi passa all’azione. A Rimini, è appena nato il “Comitato basta plastica in mare” che tiene insieme associazioni, operatori turistici, amministratori locali e tanti cittadini comuni nella battaglia contro questo fenomeno, sull’onda di quanto sta accadendo lungo tutto l’Adriatico, da Taranto a Trieste, per iniziativa della Lega Navale. E anche la celebre Notte rosa nella cittadina romagnola del prossimo 8 luglio sarà plastic-free. Quando la stessa iniziativa anche sul Tirreno, a partire magari dalle regioni, il Lazio e la Campania, cui guarda Cassinogreen?

Leggi la proposta di Direttiva europea contro la plastica usa e getta

L'autore

Massimiliano Palmesano
Massimiliano Palmesano
Massimiliano Palmesano, classe '80, vive a Pignataro Maggiore in provincia di Caserta. Da sempre impegnato nella difesa dell'ambiente, ha attraversato vari movimenti a partire dagli anni '90, curando per la casa editrice Ombre Corte il saggio "Il movimento No Gas e le lotte per i beni comuni in Terra di Lavoro" contenuto nel volume "Briganti o emigranti", ha collaborato con varie testate giornalistiche sia cartacee che online, scrivendo articoli per i portali nazionali Globalproject e Infoaut, sempre su tematiche legate ai territori e alla loro difesa.
Tirocinante presso il Museo Campano di Capua come storico, ha curato nel 2018 il lavoro di ricerca storica per il volume "Un Giornale Fuorilegge" edito da Tracce Ribelli, riportando alla luce la storia dell'unico giornale clandestino stampato dalla resistenza nel sud Italia. Sempre come storico sta lavorando a una ricerca comparata sulla figura della Janara, maga/sciamana della tradizione meridionale, ricerche che finiranno in un volume ma i cui risultati gia' circolano grazie a numerosi talk e dibattiti dal titolo "Janara / the cult".

Massimiliano Palmesano

Massimiliano Palmesano, classe '80, vive a Pignataro Maggiore in provincia di Caserta. Da sempre impegnato nella difesa dell'ambiente, ha attraversato vari movimenti a partire dagli anni '90, curando per la casa editrice Ombre Corte il saggio "Il movimento No Gas e le lotte per i beni comuni in Terra di Lavoro" contenuto nel volume "Briganti o emigranti", ha collaborato con varie testate giornalistiche sia cartacee che online, scrivendo articoli per i portali nazionali Globalproject e Infoaut, sempre su tematiche legate ai territori e alla loro difesa. Tirocinante presso il Museo Campano di Capua come storico, ha curato nel 2018 il lavoro di ricerca storica per il volume "Un Giornale Fuorilegge" edito da Tracce Ribelli, riportando alla luce la storia dell'unico giornale clandestino stampato dalla resistenza nel sud Italia. Sempre come storico sta lavorando a una ricerca comparata sulla figura della Janara, maga/sciamana della tradizione meridionale, ricerche che finiranno in un volume ma i cui risultati gia' circolano grazie a numerosi talk e dibattiti dal titolo "Janara / the cult".

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