Israel, Dead Sea - Ein Gedi Hot Spring, 11 dec 2017; Selfie on the Dead Sea;

Scatti d’autore sul clima che cambia. A colloquio con il fotografo Marco Zorzanello

Il fotografo Marco Zorzanello
Il fotografo vicentino Marco Zorzanello
Intervista di Enrico Carinci e Anastasia Verrelli

Marco Zorzanello, 39 anni, è il fotografo vicentino che ha vinto il Premio di Fotografia 2018 della Fondazione Yves Rocher, azienda francese di cosmesi vegetale che ogni anno seleziona i migliori lavori legati alla salvaguardia dell’ambiente. Il suo reportage, “Turismo nell’Era del Cambiamento Climatico”, iniziato nel 2015, indaga sull’impatto del cambiamento climatico nell’industria del turismo. L’abbiamo intervistato strappandogli la promessa di organizzare insieme a Cassinogreen nella nostra Università una mostra con le sue immagini.

Marco, com’è nata l’idea di lavorare su questo tema, che cosa le ha dato l’ispirazione?
Il progetto “Tourism in climate change era”questo il titolo dell’intero lavoro, è nato casualmente nell’inverno del 2015. Mio figlio era nato da pochi mesi e avevo preso la decisione di restare vicino alla mia famiglia, così a dicembre ci siamo presi qualche giorno di vacanza fra le Dolomiti dell’Alto Adige. Amo la montagna e conosco bene quei luoghi, quando siamo giunti a destinazione ci aspettavamo di trovare le valli e le vette ricoperte di neve, invece ci ha accolto un paesaggio brullo e secco con delle surreali strisce di neve artificiale che disegnavano strani percorsi in mezzo ai prati alpini. In quel momento ho visto in modo chiaro quali fossero gli effetti del cambiamento climatico su quel territorio e quanto in realtà fossero concreti e vicini a noi. Così ho lavorato per due anni, fino al 2016, sul primo capitolo di questo progetto, intitolato Snow-land. Molte delle foto che ho realizzato in questo primo lavoro sono state scattate con mio figlio sulle spalle. Snow-land ha avuto molta fortuna ed è stato pubblicato un po’ ovunque in Europa e negli Usa, in particolare su Time, Geo e altre testate.

La sua attenzione verso l’ambiente però non si è fermata qui…
Tutt’altro, ho trovato sempre più interessante indagare su come l’industria del turismo stia affrontando, o non affrontando, il cambiamento climatico. Così ho deciso di continuare su questo tema ed è nato il secondo capitolo, Water tour. Il soggetto di questo lavoro è l’acqua, in particolare come questa risorsa sia sfruttata dall’industria turistica Israeliana e in piccola parte da quella Palestinese, senza preoccuparsi del fatto possa scomparire. Infatti a causa della riduzione delle precipitazioni il lago di Tiberiade, il fiume Giordano e il Mar Morto si stanno riducendo e progressivamente essiccando. Nonostante ciò l’industria turistica di queste aree è in grande sviluppo e conta ogni anno dei record di presenze straniere. A questo è poi seguito Iceberg  souvenir, sviluppato in Canada, Islanda e Groenlandia grazie al supporto economico del premio Yves Rocher Foundation Photography Award, che ho avuto l’onore di vincere nel 2018. In questo capitolo mi concentro sulle conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai artici e su come il mitigarsi delle temperature permetta ai turisti di raggiungere dei luoghi prima considerati remoti. In particolare il progetto ruota intorno al fatto che c’è un flusso sempre più grande di turisti che si recano in queste aree remote del mondo con l’idea di vedere gli iceberg prima che scompaiano. Questo flusso sta iniziando ad avere tanta importanza che le entrate legate al turismo stanno cambiando l’economia di queste comunità, un tempo legate prevalentemente solo alla pesca.

Snow land

A couple of tourists on the edge of the slopes with artificial snow; Even without natural snow in the last year the tourism flow was growing of 4%; With rising temperatures we witness a shifting of the winter season, with a clear shortening of the period when natural snow can be enjoyed. There is no more a white Christmas, but a green one.

Ci spieghi gli obiettivi di questo lavoro.
Il senso principale è quello di dimostrare come il cambiamento climatico non sia un’ipotesi futura, ma un fatto già in corso. La vacanza è il sogno di tutti noi e ritengo che possa essere molto incisivo mostrare come alcuni luoghi da favola stiano mutando per sempre la loro faccia. Credo che tutti noi siamo più sensibili verso ciò che ci è più vicino.

Ha già in mente nuovi progetti fotografici a favore dell’ambiente?
Il progetto completo “Tourism in climate change era” prevede altri due capitoli. Il prossimo sarà dedicato ad indagare su come il governo delle Maldive stia affrontando l’inesorabile innalzamento del livello delle acque, che rappresenta un serio rischio per l’esistenza stessa di questo piccolo paese. Le Maldive rappresentano proprio il cliché della vacanza ideale e soprattutto è uno Stato che dipende in gran parte del turismo. Ho trovato interessante scoprire che il governo di questo atollo stia costruendo un’isola artificiale per ricollocare la popolazione a rischio, oltre al fatto che sempre più attività turistiche stiano aprendo una loro sede anche sotto il livello del mare, come in una nuova Atlantide. L’ultimo capitolo, infine, ruoterà intorno al turismo artificiale. Si moltiplicano infatti nel mondo i parchi a tema ambientale che offrono esperienze in ambienti artificiali estranei al luogo in cui sono costruiti. Penso in particolare allo Ski Dubai o al parco che ricrea un’isola caraibica nella periferia di Berlino. Il senso di questo ultimo capitolo è di mostrare in modo ironico e tragico il futuro artificiale in cui rischiamo di vivere se non interveniamo subito. E alla fine l’insieme dei cinque   capitoli dovrebbe diventare un libro fotografico.

Snow-land

A group of tourists pulled by a sled along the bed of a river that has been artificially snowed;

Nei suoi scatti c’è anche una componente umana, come si pone per far posare le persone nelle sue fotografie?
In modo sincero. Cerco di spiegare loro il lavoro che sto realizzando con trasparenza e completezza. Al contrario di quanto siamo abituati a pensare, la maggior parte delle persone è felice di partecipare. Cerco di trascorrere del tempo con loro prima di scattare la foto, in modo da superare l’imbarazzo iniziale che sempre si crea. Ricordo a me stesso il disagio che si può provare nel posare davanti a una macchina fotografica, per questo uso soltanto lenti poco vistose. Per ripagare la fiducia che mi danno gli spedisco poi le foto che ho realizzato.

Quale attrezzatura usa per creare le sue immagini? E come interviene in post produzione?
Uso una Canon 5D Mark IV, una lente 40 millimetri, cerco di realizzare la foto buona subito. Ovviamente in post produzione calibro i colori e rendo più brillante l’immagine. Non molto di più.

Water tour

Israel, Negev Desert – Mitzpe Ramon, 07 May 2018
The exclusive Beresheet Hotel pool. It is located in a natural rock terassa on an amazing view on Negev Desert. Despite the lack of water in the area, this pool is considerated “The coolest Pool in the World” by the Travel Agent Central Megazine.

Ha mai incontrato problemi durante il suo lavoro con autorità o persone che si trovavano sul set?
Occupandomi di tematiche ambientali corro meno rischi dei colleghi che fanno cronaca o addirittura lavorano in contesti di guerra. Quindi gli scontri con le autorità locali sono molto rari. Mi è capitato ovviamente in Israele, dove la presenza di militari è diffusa e abbondante. Ma, appunto, non dovendo documentare un fatto di cronaca, il mio approccio spesso è quello di cercare un’altra via per fotografare quello che m’interessa. Penso che per i temi di cui mi occupo in questo progetto lo scontro non porti a nulla. Le persone comuni invece sono molto più aperte e disponibili di quello che pensiamo, sono stato quindi sempre fortunato e da loro ho trovato sempre e soltanto porte aperte.

Visita il sito web di Marco Zorzanello con le gallerie dei suoi scatti

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Redazione
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Cassinogreen nasce su iniziativa di un gruppo di studenti del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale. Rappresenta uno strumento di confronto, informazione e divulgazione sulle tematiche ambientali e giovanili nell’area d’interesse della testata, fin dove arriva lo sguardo da Montecassino e dove ci sospinge il desiderio di ricerca giornalistica e culturale.

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