Marcello De Rosa, docente di Unicas e presidente del Comitato di ateneo per lo sviluppo sostenibile

Unicas, il professor De Rosa racconta la sfida dell’ateneo per il clima

Rendere più sostenibile l’ateneo cassinate nel quadro dell’alleanza Eut+ con altre otto università europee. Intervista al docente di Economia agroalimentare, da poche settimane alla guida del “Comitato di Ateneo per il Sviluppo sostenibile”

«Il “Comitato per lo sviluppo sostenibile” è presente in tutti gli atenei italiani, compreso il nostro. All’interno ci sono più gruppi di lavoro che declinano i diversi concetti della sostenibilità legati al cambiamento climatico, al cibo, all’educazione, alla mobilità, all’inclusione, alle risorse energetiche, ai rifiuti e a promuovere le attività produttive. E il nostro obiettivo è quello di rendere sempre più sostenibile l’Università di Cassino e del Lazio meridionale». Spiega così la funzione del “Case” il professor Marcello De Rosa, docente di Economia agroalimentare presso il Dipartimento di Economia e Giurisprudenza, che presiede questo organismo dal dicembre scorso, dopo il passaggio di consegne da Alessandra Sannella, docente di Sociologia, che mantiene la delega rettorale allo Sviluppo sostenibile.

Il gruppo del Case durante un evento a Unicas
Il gruppo del Case durante un evento a Unicas

Professor De Rosa, potrebbe farci degli esempi concreti delle attività che promuove il Case? E gli studenti in che modo possono partecipare?

Le iniziative sono molte, sui diversi fronti che ci vedono impegnati. Ad esempio pochi giorni fa abbiamo partecipato, nel Comune di Cassino, all’Ecoforum organizzato da Legambiente che premiava le amministrazioni del territorio più virtuose nel riciclo dei rifiuti. A breve, invece, prenderemo parte alla campagna “M’illumino di meno” organizzata dalla trasmissione “Caterpillar” di Radio Due dal 16 al 21 febbraio, più avanti ci sarà la GreenWeek, dal 7 all’11 Aprile. Nel Comitato c’è una rappresentanza della comunità studentesca, un tavolo di lavoro del Case che dà un forte contributo alla elaborazione di iniziative, discussioni o dibattiti.

Quali priorità immagina per il 2025?

Vogliamo rendere l’ateneo di Cassino sempre più sostenibile senza dimenticare che queste attività operano nel solco della nuova alleanza EUT+ che tiene insieme, oltre ad Unicas, altre otto università di altrettanti paesi dell’Unione Europea. Coordino personalmente il “Work Package 2 – Transitions and Society” che si occupa di sostenibilità sui vari livelli, vale a dire gender gap, inclusione, transizione energetica e digitale, tutti obiettivi che ci siamo posti e che abbiamo declinato all’interno del nostro Ateneo. Le misure che adottiamo sono in linea con i parametri stabiliti dai gruppi nazionali della Rus (Rete delle università per lo sviluppo sostenibile, ndr), ma anche con quelli fissati dall’alleanza EUT+.

Ha notato cambiamenti nella mentalità degli studenti o dei docenti durante gli ultimi anni, c’è più consapevolezza?

Sì, certo. C’è ancora molto da fare, però devo dire che quando attiviamo queste iniziative c’è sempre una risposta importante. Insieme a Legambiente Lazio, abbiamo preso parte ad una serie di iniziative e la più importante è stata l’Action for Climate, un’azione che ha coinvolto gli studenti a ripulire tutta l’area del Campus. Loro sono entusiasti di essere coinvolti, si vede che c’è una forte sensibilità su queste tematiche. Il mio sogno per la Green Week di aprile è coinvolgere anche gli studenti internazionali e far trovare nelle mense menù che siano espressione dei loro territori di provenienza raccogliendo le ricette più particolari ed espressione della cultura locale. Anche i docenti sono coinvolti, nel sito del Case ci sono simpatizzanti, aderenti e tutto ciò ci fa ben sperare per il futuro.

Lei è docente di economia agroalimentare, quale contributo può dare l’agricoltura alla sfida per la qualità dell’ambiente e del clima?

L’agricoltura è un settore chiave, dalla terra scaturisce ciò che mangiamo quotidianamente e la transizione sostenibile dei modelli di produzione agricola è un elemento fondamentale. Nel mio corso cerco sempre di ricondurre quello che insegno agli obiettivi dello sviluppo sostenibile per il 2030. L’adozione di modelli di agricoltura sostenibile, ad esempio l’agricoltura biologica, e la transizione verso l’agricoltura multifunzionale sono fondamentali. Bisogna far capire come la transizione nei modelli di produzione sia di prioritaria importanza ed è necessario anche sottolineare il ruolo fondamentale che nella società civile ricopre il consumatore, che attraverso quello che acquista e consuma sposta l’epicentro dell’innovazione nella produzione agricola.

Nel 2025 ricorrono 10 anni dall’adozione dell’Agenda 2030, le sembra che stiamo andando nella direzione giusta per centrarne gli obiettivi?

Ci sono dei paesi nei quali raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030 è possibile, anzi se pensiamo all’agricoltura biologica in Italia siamo quasi al 20% mentre l’obiettivo fissato dalla strategia europea è al 25%. Il consumo di prodotti sostenibili nei paesi occidentali sta migliorando molto ma il mio timore è che si possa esportare l’insostenibilità nei paesi a basso reddito. Per prevenire questa problematica bisogna adottare un approccio integrato, nel quale tutti i paesi possano raggiungere gli stessi obiettivi. Abbiamo lavorato ad iniziative nella Fao, in alcuni paesi africani nei quali si stanno promuovendo dei modelli di consumo sostenibile, non solo fra la popolazione comune ma anche nelle scuole: finalmente, sono stati proposti approvvigionamenti “verdi” nelle mense dei bambini nei paesi in via di sviluppo che stanno funzionando. I ritmi sono più lenti ma anche lì stiamo andando nella giusta direzione.

Scopri il “Case” di Unicas e partecipa alle iniziative!

L'autore

Giulia Spiridigliozzi
Giulia Spiridigliozzi
Giulia Spiridigliozzi,studentessa di 21 anni nata il 26/08/2003, iscritta al terzo anno di Lettere Moderne presso l’Universo degli studi di Cassino,residente a Piedimonte San Germano in provincia di Frosinone e grande appassionata di discipline umanistiche per cui tiene anche ripetizioni di italiano e storia per i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado. Nel tempo libero ama fare passeggiate e stare con i suoi cagnolini e il suo gatto.

Giulia Spiridigliozzi

Giulia Spiridigliozzi,studentessa di 21 anni nata il 26/08/2003, iscritta al terzo anno di Lettere Moderne presso l’Universo degli studi di Cassino,residente a Piedimonte San Germano in provincia di Frosinone e grande appassionata di discipline umanistiche per cui tiene anche ripetizioni di italiano e storia per i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado. Nel tempo libero ama fare passeggiate e stare con i suoi cagnolini e il suo gatto.

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