Una sala del Museo Nazionale Paleolitico di Isernia, dove di recente è stata inaugurata una nuova sezione espositiva (Foto: Erica Di Stefano)

A spasso nel tempo, nuova sezione espositiva nel Museo del paleolitico di Isernia

L’attesa è stata lunga, ma ne è valsa la pena: il 18 gennaio ha finalmente riaperto i battenti il Museo Nazionale Paleolitico di Isernia, dopo lo stop imposto dall’emergenza Covid19. «Come annunciato nei mesi scorsi – spiega la direttrice del Museo, l’architetta Enza Zullo – durante il periodo di chiusura dei luoghi della cultura sono stati ultimati i lavori di riallestimento di un’ala del museo destinata all’esposizione del prezioso fossile del dentino del bambino di Homo heidelbergensis, della sua paleo-scultura e delle ricostruzioni di quattro specie di animali preistorici rinvenuti sul territorio: il megacero, il rinoceronte, il bisonte e l’orso, che si aggiungeranno all’elefante già presente».

 

Primo piano di Enza Zullo, direttrice del museo Paleolitico di Isernia
Enza Zullo, direttrice del Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia (Foto: YouTube/Domenico Marzocchella)

Il dentino ritrovato

Il Museo Nazionale del Paleolitico si inserisce all’interno di un parco archeologico che si sviluppa attorno al giacimento di Isernia “La Pineta”. Su questo paleosuolo, prestigioso per la quantità e qualità di documenti sulla vita preistorica, nel 2014 è stata effettuata una scoperta sensazionale: un incisivo superiore sinistro, da latte, che apparteneva a un bambino di Homo heidelbergensis, antenato dell’uomo di Neanderthal, vissuto 600.000 anni fa e deceduto a circa sei anni. Da subito, gli studiosi, sotto la direzione scientifica di Carlo Peretto, professore ordinario del Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Ferrara, si sono resi conto che il reperto rappresentava un unicum per le sue caratteristiche. Infatti, la comunità scientifica mondiale l’ha classificato come il reperto umano più antico d’Italia e testimonianza fondamentale per ricostruire le tappe degli insediamenti umani nel continente europeo.

 

 

Un nome alla paleoscultura

A seguito di questo straordinario rinvenimento, nel 2017, la Direzione regionale Musei Molise e l’allora direttore Leandro Ventura, in sinergia con la Regione, con l’Università di Ferrara e con il Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), hanno avviato un complesso iter di ammodernamento della struttura, affidato all’architetto Pierangelo Izzo e alla dottoressa Annarosa Di Nucci. Punta di diamante della nuova sezione è la scultura antropologica del bambino cui apparteneva il dentino. Si tratta dell’opera di una delle più autorevoli paleoartiste del mondo, la francese Élisabeth Daynès, specializzata nel processo di ricostruzione iperrealistica delle sembianze degli ominidi, divenuta famosa per la sua ricostruzione del busto di Tutankhamon che fu scelta come copertina di National Geographic.

 

Paleoscultura del bambino proprietario del "dentino", realizzata da Élisabeth Daynès.
La paleoscultura del bambino proprietario del dentino, realizzata da Élisabeth Daynès.

«La scultura del bambino di Isernia, insieme alle riproduzioni degli animali, opera del laboratorio Prehistoric Minds di Bologna, è un complemento fondamentale del nuovo allestimento del Museo- ci dice la Zullo – e, a breve, sarà indetto dal Polo museale del Molise un concorso nazionale, a cui parteciperanno scolaresche da tutta Italia, per dare un nome al bambino, che ci aiuterà a meglio identificarlo nell’immaginario collettivo».

Il percorso espositivo

Oltre alle paleosculture, di forte impatto scenico, a completare la vasta offerta del Museo ci sono vetrine con reperti ossei faunistici, strumenti di caccia e manufatti litici che sono di fondamentale importanza scientifica per comprendere le dinamiche di popolamento del nostro continente. Il rinnovato percorso espositivo è reso ancora più coinvolgente e suggestivo da supporti multimediali, schermi interattivi e pannelli didattici, che attraverso lo storytelling permettono al pubblico non esperto, e soprattutto ai bambini, di poter esplorare con facilità e divertimento il mondo preistorico.

Volano turistico

Grazie a questa impostazione innovativa e alle significative scoperte, il Museo negli ultimi anni ha visto un notevole incremento dei visitatori italiani e stranieri. Anche il Sindaco di Isernia Giacomo D’Apollonio e l’assessore alla Cultura, Eugenio Kniahynicki, hanno presenziato alla riapertura e hanno espresso la totale disponibilità alla collaborazione e al dialogo, per realizzare insieme attività future.

 

Un ritratto in primo piano di Giacomo D'Apollonio, sindaco di Isernia
Il sindaco di Isernia, Giacomo D’Apollonio

«Il rinnovamento e arricchimento dell’offerta del Museo Nazionale del Paleolitico di Isernia – commenta, con soddisfazione, D’Apollonio – rappresentano un volano per lo sviluppo turistico della nostra città e una nuova importante opportunità di crescita per l’ intero territorio molisano. Le sue ricchezze esclusive certamente potranno favorire l’inserimento del nostro sito in un più ampio circuito nazionale ed internazionale. Credo che sia un segnale di speranza importante, dopo un anno di profonda difficoltà per tutto il comparto culturale. Mi auguro che la riapertura possa essere permanente e che non si creino ulteriori problemi legati alla pandemia».

L'autore

Erica Di Stefano
Erica Di Stefano
Molisana, sportiva, curiosa viaggiatrice del mondo e appassionata d'arte in tutte le sue forme ed espressioni.

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