Ecomovie | Diversità da salvare, il nuovo film di Guillermo del Toro

“The shape of water” di Guillermo del Toro, vincitore del Leone d’oro al miglior film all’ultima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, è un film sulla diversità, in un mondo razzista, omofobo e meschino che percepisce l’altro da sé come una minaccia e quindi lo azzera, lo distrugge avendone paura.

A Baltimora, nel periodo della Guerra Fredda, Elisa e Zelda (donna che si occupa di problemi razziali e dei diritti nel matrimonio) sono due impiegate in un laboratorio scientifico in cui avvengono esperimenti per sopraffare la potenza russa. Elisa è affetta da mutismo a causa di alcune cicatrici che ha sul collo, ha come amico un vicino, Giles, gay che non può mostrare se stesso a causa delle discriminazioni: un uomo che ha perso il suo lavoro con l’affermarsi della fotografia, che in quegli anni rende molto difficile la vita agli artisti. Il colonnello Strickland (un ottimo Michael Shannon) si occupa del trasporto e dell’analisi di un anfibio all’interno del laboratorio al fine di vincere lo scontro contro la Russia. E ancora, il dottor Hoffstetler, spia russa, si occupa di studiare l’anfibio per attaccare l’America sul fronte opposto, anfibio trovato in Amazzonia, dove le tribù native lo venerano come un Dio. Elisa accortasi dell’essere, inizia a occuparsi di nascosto di lui, durante questi momenti se ne innamora, pensa e cerca di liberarlo dalle sofferenze e dagli abusi che si abbattono su di lui all’interno del laboratorio.

Il film ci riporta al “Mostro della Laguna Nera”, girato da Jack Arnold nel 1954, al quale Guillermo del Toro si ispira e tenta di dare una diversa visione, interpretandolo dalla parte del “mostro”. II colonnello Strickland, rappresenta l’uomo dispotico che non transige su nulla, che ha pregiudizi e paura del diverso, che ignora le persone che svolgono impieghi minori, più umili.

Il tema del diverso è il fulcro del film, notiamo le discriminazioni all’interno di un bar “per famiglie” nel quale se hai una carnagione scura oppure ami una persona del tuo stesso sesso, non puoi nemmeno immaginare di metterci piede. A confronto ci sono l’amore tra Strickland e la moglie e tra i “diversi” Elisa e l’anfibio: l’uomo che nel rapporto matrimoniale cerca di sopraffare la moglie, che deve rispettare il rapporto patriarcale e l’uomo-anfibio che rispetta la donna, che l’apprezza per quel che è, nei suoi pregi e nei suoi difetti.

Guillermo del Toro mostra tutta la sua religiosità nell’identificare Dio e Natura. Il “mostro” è una divinità e l’uomo cerca di studiarlo, ne è terrorizzato sentendosi inferiore. Rappresenta una natura che va capita, non va maltrattata e calpestata.

La colonna sonora di Alexandre Desplat ci trasporta in una dimensione romantica: ciò che conta è l’amore, amore per sé e per il prossimo, dove non siamo mai soli e non esiste diversità se non quella che ci rende unici nel nostro essere. Questo film è pura poesia, ci racconta un amore vero che va oltre i limiti umani, un amore che è più forte della realtà, che non ci fa ragionare, che al contempo ci rende unici nelle nostre diversità: «Incapace di percepire la forma di Te, ti trovo tutto intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi del tuo amore, umilia il mio cuore, perché tu sei ovunque».

L'autore

Deborah Macrino
Deborah Macrino
Nata il 1° gennaio del 1997 a Cassino. Ho conseguito la laurea in Lettere - comunicazione con una tesi dal titolo "Cinema e Letteratura: indagine sulle relazioni intertestuali e intermediali".
Amante del cinema, delle serie TV e Netflix dipendente.

Deborah Macrino

Nata il 1° gennaio del 1997 a Cassino. Ho conseguito la laurea in Lettere - comunicazione con una tesi dal titolo "Cinema e Letteratura: indagine sulle relazioni intertestuali e intermediali". Amante del cinema, delle serie TV e Netflix dipendente.

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