Il documentarista, scrittore e saggista Folco Quilici

Addio a Folco Quilici, la sua cinepresa anche sul Lazio meridionale

La Wikipedia è stata immediatamente aggiornata: “Folco Quilici (Ferrara, 9 aprile 1930 – Orvieto, 24 febbraio 2018) è stato un documentarista e scrittore italiano…” si leggeva già verso le dodici e trenta di oggi. E in effetti il maestro del racconto naturalistico, il cineasta che aveva fatto scoprire agli italiani il Belpaese dal cielo, ben prima che s’affermasse l’estetica ormai abusata delle riprese dal drone, se n’è andato stamattina all’età di 87 anni. Lo ricordiamo per la sua poetica inconfondibile che lo portava ad immergersi, letteralmente, negli habitat che raccontava con la sua cinepresa: il mare, innanzitutto, cui ha dedicato una parte considerevole della sua produzione. O meglio, la relazione fra la nostra specie e le acque, attraverso una narrazione quasi trascendente, come nell’indimenticabile “Oceano” girato fra la Polinesia e l’Alaska, in un’epoca (siamo nel 1971) nella quale certi dettagli della fotografia potevano derivare soltanto da un’eccezionale sensibilità visiva.

La sua era una restituzione appassionata, anche da saggista e giornalista, dei luoghi su cui soffermava lo sguardo, vicini o lontani che fossero. Ma allo stesso tempo finalizzata a divulgare: un’intera generazione, quella che usciva dal dopoguerra, gli deve molto anche per la conoscenza che ha diffuso, per il senso d’identità che ha ricostruito nel segno della bellezza, delle specie viventi, del patrimonio, del piacere per il viaggio oltreconfine.

Si sentiva molto legato a Ponza, di cui era cittadino onorario, che aveva contribuito a rendere nota nel mondo. E nel suo volo sul Lazio, all’interno della serie di documentari promossa negli anni ‘60 dalla Esso, poi divenuta una collana di libri, c’era spazio anche per il Lazio meridionale con l’acropoli di Alatri, le mura di Anagni “capitale degli Ernici, popolo della valle del Sacco”, la poco conosciuta costruzione cistercense di Santa Maria Maggiore a Ferentino. A ancora, con la Certosa di Fossanova e naturalmente con l’abbazia di Montecassino, “bianca sulle rocche bianche dei monti”.

Immagini che ci aiutano, anche in questo fazzoletto d’Italia, a rialzare lo sguardo consegnandoci il testimone di una visione d’insieme su tanti luoghi di cui troppo spesso si dimentica il valore.

 

“L’Italia vista dal cielo. Roma e il Lazio” di Folco Quilici
(minutaggio sulla parte dedicata al Lazio meridionale / Youtube inserisce proprie inserzioni pubblicitarie)

L'autore

Marco Fratoddi
Marco Fratoddi
Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. E' responsabile per le attività sui media digitali dell'Associazione per l'agricoltura biodinamica, collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

Marco Fratoddi

Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. E' responsabile per le attività sui media digitali dell'Associazione per l'agricoltura biodinamica, collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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