Un mare di amore per l’ambiente. A tu per tu con Dolcenera
Costruttiva, orecchiabile e fresca. Questi sono tre buoni motivi per ascoltare l’ultimo singolo con cui Dolcenera ha sposato le ragioni dell’ambiente. Il brano s’intitola “Amaremare” e punta a sensibilizzare il pubblico verso i problemi di quell’immensa distesa d’acqua salata minacciata da inquinamento, plastiche, sfruttamento indiscriminato delle risorse ittiche che conserva.
La hit “Amaremare” di Dolcenera
Ma qual è il rapporto che Dolcenera ha con il mare? «È un rapporto reale e ancestrale allo stesso tempo – risponde la cantautrice a Cassinogreen – Nasco in Salento, vicino al mare, un elemento che mi ha accompagnato sin dall’infanzia. Ho imparato a vivere il mare, a rispettarlo, a godermelo. Ma il mare esiste anche in modo onirico, perché il mio sogno ricorrente è ambientato in mare. Sono una sorta di sirena e dal fondale mi piace guardare i riflessi della luce del sole che entrano in acqua, nuoto sott’acqua nel mare di Porto Miggiano e con un po’ di paura ma anche di fascino, cerco di superare uno scoglio per vedere cosa c’è dietro quell’angolo di costa».
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L’artista, dato il suo rapporto profondo con il mare, ha deciso di collaborare con Greenpeace, una delle associazioni più attive d’Italia nella tutela ambientale. Da questa cooperazione è nato il progetto Plastic Radar di cui proprio Dolcenera è la testimonial ufficiale con l’obiettivo di raccogliere, via Whatsapp e social media, segnalazioni fotografiche di rifiuti in plastica dispersi nel mare, sulla spiaggia o lungo fiumi e laghi.
Un impegno, insomma, che punta a diffondere una corretta cultura nel trattamento dei rifiuti perché siano ridotti a monte e recuperati correttamente attraverso la differenziata. Ma dietro il brano che Dolcenera dedica a questo progetto c’è un tratto di mare ben preciso, che si riallaccia alla sua biografia? «In “Amaremare” non c’è un riferimento particolare, il mare è considerato come la fonte di energia del nostro pianeta, l’elemento essenziale della vita: questo viene quasi mistificato, tanto che il ritornello “amare il mare” diventa una sorta di mantra, di preghiera, d’invocazione ad amare se stessi».
Il video di Greenpeace sulla campagna Plastic radar
Dallo scorso 2 novembre è partito il suo nuovo tour “Diversamente Pop” nei teatri. Inoltre il video musicale della hit ha superato i 3 milioni mezzo di visualizzazioni, a dimostrazione della grande potenza, non solo musicale, del pezzo. «Si può sperare che una canzone mantenga viva l’attenzione sul tema dell’inquinamento e che possa cambiare lentamente le nostre abitudini» conclude Dolcenera. Come dire: tuffarsi nella musica è piacevole ma tuffarsi in un mare puro e cristallino lo sarebbe ancora di più.
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