La cupola di vedetta sulla torre sud-ovest della Rocca Sorella. Sullo sfondo il monte Sant’Angelo. (Foto: Lorenzo Simone)

Sora, il Castello di San Casto pronto a diventare monumento naturale

La città di Sora, in provincia di Frosinone, si appresta a recuperare uno dei suoi simboli: il Castello di San Casto, lasciato a lungo in stato di abbandono. La Giunta comunale ha finalmente deliberato all’unanimità la proposta d’istituire il monumento naturale “Rocca Sorella-Castello di San Casto” per la magnificenza architettonica e l’alto pregio paesaggistico attribuito alla costruzione.

Un po’ di storia

Eretta nel VI secolo a.C. dai Volsci sull’omonimo Monte San Casto a 500 metri di altitudine, la roccaforte domina incontrastata la città ciociara da secoli. La struttura, nata per scopi difensivi, ha sempre colpito per la sua posizione strategica. Romani e Longobardi la resero indispensabile per il controllo del confine appenninico, la porta degli Abruzzi. Solo nel Cinquecento, con il Ducato Della Rovere, il Castello assunse le sembianze attuali, diventando così baluardo della famiglia Boncompagni sotto il Regno di Napoli. Conosciuto anche con il nome di Rocca Sorella, è uno degli esempi di maggior prestigio di architettura militare e difensiva del Basso Lazio e meta escursionistica riconosciuta dal Club Alpino Italiano, nonostante il grave stato di incuria in cui versa da tempo.

 

 

Idee per valorizzarla

«Con la delibera n. 172 del 24 novembre 2020 – spiega il sindaco Roberto De Donatis – abbiamo espresso la piena volontà di rendere Rocca Sorella monumento naturale». Un’iniziativa, quella del Comune di Sora, auspicata da molti in città.  «Il progetto di riqualificazione è articolato – aggiunge con soddisfazione il primo cittadino –  I finanziamenti regionali possono essere finalizzati al risanamento conservativo della Rocca di San Casto. Si potrà realizzare uno scenografico progetto illuminotecnico che renderà Rocca Sorella il punto focale di tutte le valli anche nelle ore notturne e migliorare tutta la sentieristica, per offrire una possibilità di accesso ottimale modulata in base alle diverse capacità motorie dei visitatori». Diverse sono le proposte di valorizzazione e tanta è la voglia di mettersi all’opera. Quella fortezza inviolata che nel corso dei secoli ha resistito a terremoti, ad agenti atmosferici e a varie vicende storiche, merita insomma di tornare ai fasti di un tempo.

 

Primo piano di Roberto De Donatis, sindaco di Sora.
Roberto De Donatis, sindaco di Sora, ha espresso la piena volontà di rendere Rocca Sorella un monumento naturale (Foto: ITR Radiotv, YouTube)

 

Il contributo dei volontari

«Non sapevo dell’iniziativa – racconta Anna Maria, insegnante sorana – Mi auguro che vada a buon fine e che non sia l’ennesima promessa elettorale (prossimamente in città si terranno le elezioni comunali, ndr). La pulizia del Castello è sempre stata opera di molti volontari, me compresa, che da tempo si occupano di proteggere le rovine della fortezza dagli atti vandalici. Sono cittadini che amano la Rocca non solo come meta di escursioni, ma anche come quieto rifugio, dove lo sguardo può perdersi all’orizzonte immaginando terre lontane». Il Castello è pertanto un luogo di incontro e condivisione, dove natura e storia si uniscono in simbiosi e merita di ottenere tutta la riconoscenza promessa. Le parole del Consigliere regionale Loreto Marcelli lasciano sperare la cittadinanza: «La bellezza del Castello di San Casto è un patrimonio da preservare e la decisione del Comune rafforza l’impegno a fare in modo che tale tesoro venga tutelato».

 

 

La rocca su Instagram

La notizia dell’istituzione del monumento naturale ha attivato in città una vera e propria campagna di sensibilizzazione, promossa in gran parte dai curatori della pagina Instagram “castellosora365”. «Abbiamo deciso di chiamare così la pagina perché ci recheremo ogni giorno sul Castello per tutti i 365 giorni dell’anno solare – spiega Davide D’Arrigo, curatore del profilo social con Laura Cascone e Maria Lauretana Crivello – Sono passati già cinque mesi dalla prima escursione e non ci siamo mai arresi. Pioggia, vento e tutti gli agenti atmosferici sono ormai diventati nostri alleati. Porteremo avanti questa impresa per dimostrare costanza e impegno, tenendo gli occhi puntati su questo posto magnifico». La pagina Instagram mostra ai follower il Castello, fornendo loro in maniera alternativa informazioni e piccole curiosità storiche sulla roccaforte. «Ci stiamo mobilitando – aggiunge D’Arrigo – anche per organizzare delle visite  sulla Rocca, emergenza COVID permettendo, che possano coniugare sport, cultura e tanto divertimento in compagnia. Con il nostro progetto puntiamo a coinvolgere i cittadini in nome della tutela del territorio e il nostro obiettivo è già a buon punto. Pubblicando le foto del Castello con la tag “@castellosora365” i nostri followers contribuiscono nel loro piccolo a mantenere vivo il loro posto del cuore, che ha tanto da offrire alla comunità. Insieme possiamo costruire qualcosa di grandioso».

 

 

Aspettando la Regione

Il monumento naturale di Rocca Sorella sembra educare i sorani alla cittadinanza attiva ancor prima di nascere. La sua valorizzazione si rivela un obbligo morale che i cittadini assolvono nei confronti del passato, un’occasione valida per donare un nuovo impulso al turismo della città. «Rocca Sorella è un po’ come la nostra seconda casa – afferma Lorenzo, studente del posto – Ha tutte le carte in regola per essere riqualificata. Senza di essa, Sora sarebbe incompleta». Spetta ora alla Regione Lazio approvare l’istituzione del Castello di Sora a monumento naturale, con l’auspicio che un tesoro inestimabile di tale portata possa ancor di più essere valorizzato per gli amanti della natura, della storia e dello sport.

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Flavia Caringi
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Flavia Caringi, classe 1997.
PER ASPERA AD ASTRA.

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