Le opere del maestro cassinate Vittorio Miele, come scavo impietoso nei solchi della memoria
La signora Fiorinda ci accompagna in un itinerario artistico tra le pareti della sua casa-museo e le sale dello studio del marito ed artista cassinate Vittorio Miele scomparso nel 1999. L’artista, nato nel 1926, visse la traumatica esperienza della Battaglia di Montecassino, durante la quale vide morire la sua famiglia. Tutto ciò incise profondamente nella sua produzione pittorica, testimonianza degli orrori della guerra, ma allo stesso tempo felice utopia. Le tele, gli acquarelli ed i disegni disposti sulle pareti della casa e sugli scaffali dello studio raccontano, attraverso teoremi di segni e linee geometriche, un passato fatto di guerra, di morte e di sofferenza, ma anche un tuffo nella memoria contadina, nelle radici ciociare.
La pittura di Vittorio Miele recupera le suggestioni post-impressioniste generando forme espressive dai toni accesi nei passanti dei boulevard parigini, nelle vedute, nelle contadine ciociare e nei ritratti maschili e femminili. Le opere sono suggestive testimonianze dei suoi viaggi e della terra natìa. Costituiscono, inoltre, dei processi catartici, metafore della liberazione dell’anima dalle sofferenze vissute dall’artista durante la Seconda guerra mondiale. Il dolore di Vittorio Miele viene parcellizzato nelle sue opere mediante uno scavo impietoso nei solchi della memoria, dalla quale riemergono i ricordi lieti e il dolore della fanciullezza.

“Poeta del silenzio”, come è stato definito da Duccio Trombadori, Vittorio Miele è stato cantore e poeta degli orrori della guerra, composti con un linguaggio dimesso e mai violento. Le urla emesse dai sopravvissuti, relitti umani ridotti a sacchi di pelle appesi sulle ossa, emergono strozzate, mute, bloccate sui volti straziati, scavati nelle guance e nelle orbite oculari. Corpi lacerati, svuotati della propria anima, ombre e fantasmi nei ritratti e nelle folle di passanti inchiodati al terreno per mezzo di quel linearismo tagliente che coinvolge e provoca lo spettatore, rivelando la frammentarietà del quotidiano. La realtà con le sue inquietudini, le sue angosce, le sue ossessioni, è bloccata nei segmenti neri di una pittura che rifugge la mimesi per un ritorno ad una sillabazione infantile, elementare, fatta di linee e segni.
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Le sue opere tracciano la rotta di un’umanità in collisione con la storia, nella quale però l’artista intravede, con sguardo fiducioso, una possibilità di riscatto. Scorrono le tele e i disegni descritti dalla signora Fiorinda, in un tragitto fatto di corpi segnati dalla storia come rovine e macerie, di mille ritratti raffigurati e di folle assenti, senza volto, inermi. Uomini e donne vicini eppur distanti nella loro solitudine, anonimi passanti sul sentiero della vita, dominati da quel “male di vivere” di montaliana memoria che rende tutti involucri di se stessi. All’artista urge esprimere il proprio dolore con una tecnica rude e grezza, in un impasto cromatico denso che trasfigura corpi e paesaggi in un clima di angoscia, ma anche di attesa. Attesa di un nuovo giorno, del superamento del male, di una rinascita. Dopo la tempesta Vittorio Miele attende trepidante il sole, le opere sono conforto per l’uomo e per la collettività che dietro alla sofferenza intravede un rinnovato spirito vitale, carico di speranza verso il futuro.
In questo periodo di conflitto la pittura di Vittorio Miele risulta quanto mai attuale. Essa oppone alle crudeltà ed alle violenze della guerra la speranza dei vivi e dei sopravvissuti in lotta costante per una memoria storica e civile fatta di volti, di case, di alberi, di sogni e di speranze da non estirpare.
Per saperne di più: www.archiviovittoriomiele.wordpress.com
L'autore
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Sono nata il 17 Febbraio 1997 a Frosinone. Ho frequentato il
Conservatorio Licinio Refice, studiando per diversi anni pianoforte e
successivamente il Liceo Artistico A. G. Bracaglia di Frosinone. Sono
laureata in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di
Cassino e del Lazio Meridionale. Durante il mio excursus scolastico,
ho avuto modo di entrare in contatto e conoscere direttamente
personalità di spicco e grandi artisti eclettici ed innovativi.
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